Mercati finanziari globali
16.04.2026

L'adozione delle cripto-attività continua a fare passi avanti. Nel settore bancario europeo si registra un aumento degli investimenti privati in Bitcoin, Ethereum e nelle altre criptovalute. Uno studio condotto da noi mette in luce che il 25% dei cittadini dell'UE ha già detenuto o detiene tuttora asset digitali. La Spagna è in testa con il 29%, mentre la Francia continua a guadagnare posizioni, attestandosi al 23%. Per le banche che si stanno avvicinando agli asset digitali e alle criptovalute, questo si traduce in un potenziale immediato di clienti tra il 23 e il 29% all'interno del loro portafoglio, senza contare chi scopre un istituto di credito proprio grazie all'offerta cripto.
In questo articolo, Stephanie Hurry (Head of Business Development) e il Dr. Ulli Spankowski (Chief Digital & Product Officer), in rappresentanza di Boerse Stuttgart Digital, condividono approfondimenti esclusivi su come le banche potrebbero trasformare questa domanda in offerte pronte per il mercato grazie a un'infrastruttura regolamentata, oltre alle loro previsioni sull'andamento del mercato istituzionale delle criptovalute nel 2026.
Sintesi
Le banche europee, per le nuove offerte di cripto-attività, dispongono di un potenziale pool di clienti immediato compreso tra il 23 e il 29% del loro portafoglio clienti.
Nel complesso, l'adozione cripto in Europa nel 2026 fa passi in avanti, ma a velocità diverse. La regione DACH, che include Germania, Austria e Svizzera, e la Spagna guidano questo trend, mentre i Paesi nordici danno la priorità a una maggiore tutela degli investitori.
Per il 2026, il Dr. Ulli Spankowski, Chief Digital & Product Officer di Boerse Stuttgart Digital e Chief Digital Officer del Boerse Stuttgart Group stima che il trading regolamentato di cripto-attività si trasformerà da offerta isolata a prodotto bancario standard completamente integrato.
Gli stablecoin e la tokenizzazione si posizionano al centro dell'infrastruttura finanziaria, per ridurre i cicli di regolamento interni e i costi di regolamento dei titoli.
A fronte dei rigidi requisiti normativi imposti dal regolamento DORA e dei complessi processi di approvazione interni, gli istituti finanziari sono costretti ad affidarsi sempre più spesso a partner infrastrutturali esterni.
Boerse Stuttgart Digital, in qualità di partner, consente a banche, broker e gestori patrimoniali di integrare soluzioni cripto modulari e conformi alle normative, mantenendo la gestione delle relazioni con i propri clienti.
Guidata da MiCARl e dalla sua chiarezza normativa, soprattutto a partire dal 2025, l'Europa ha assunto un ruolo pionieristico nell'adozione istituzionale e regolamentata degli asset digitali. Facendo un'analisi più approfondita, però, ci si rende conto che non tutti i Paesi del vecchio continente stanno avanzando con la stessa velocità. Se, da un lato, Paesi come la Germania si sono già affermati come apripista e la Francia punta sugli stablecoin, i Paesi nordici come Norvegia e Svezia dimostrano una certa prudenza, con conseguenti rallentamenti nella definizione di offerte cripto.
In sintesi: l'adozione avanza in tutti i Paesi europei, ma con ritmi e priorità diverse.
Paese / Regione | Status Quo 2026 | Driver e focus |
|---|---|---|
Germania, Svizzera | Precursori, già avanzati a livello istituzionale, tuttora con un ruolo pionieristico | Basi normative fissate precocemente, già ora importanti player di mercato |
Spagna | Evoluzione molto rapida | Approccio proattivo a livello normativo ed ecosistema fintech dinamico |
Francia | Momento di forte slancio | Focus sugli stablecoin |
Italia | Investitori privati più cauti, regolamentazione conservatrice frena le banche | Più servizi istituzionali (B2B2B) |
Paesi nordici (es. Danimarca, Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia) | Progressi più lenti | Forte focus sulla tutela degli investitori privati |
Basta dare un'occhiata al volume del mercato ETP per confermare l'entità di questo potenziale. Tra il 2023 e il 2024, infatti, questo mercato ha registrato una crescita di 2,5 volte, passando da 4,4 a 10,8 miliardi di euro, e oggi conta un volume di circa 14,3 miliardi di euro. La strada, però, è ancora lunga. Attualmente il mercato statunitense ha un volume sette volte superiore rispetto al mercato europeo, che esiste da molto più tempo. Questo divario offre anche un potenziale enorme per i player europei.
Soprattutto la Germania e la Svizzera hanno consolidato il proprio ruolo di riferimento per il mercato cripto in tutta Europa. Con l'introduzione precoce della licenza per la custodia di criptovalute e dell'eWpG (Legge sui titoli elettronici), la Germania ha ottenuto un vantaggio geografico decisivo.
Grandi istituti come DZ Bank o DekaBank, infatti, si sono mossi per primi su questo mercato. Stephanie Hurry evidenzia una particolarità tutta tedesca. A differenza di altri mercati in cui si ricorre ai cosiddetti sistemi closed-loop (a ciclo chiuso) per ridurre al minimo i rischi, le normative di diritto civile in Germania prevedono la consegna diretta degli asset agli investitori (in-kind withdrawal).
Europa meridionale e Francia in fase di slancio
Se nei Paesi nordici, come Svezia e Danimarca, le preoccupazioni normative legate alla tutela degli investitori privati in parte continuano a frenare le banche, i Paesi dell'Europa meridionale mostrano un atteggiamento decisamente più proattivo. Soprattutto la Spagna, dove Boerse Stuttgart Digital è presente a Madrid dall'autunno del 2025, si è sviluppata in un ecosistema fintech vivace e dinamico.
Il Dr. Ulli Spankowski descrive così la situazione del mercato spagnolo: "La Spagna è tra i Paesi europei più avanzati. Qui l'adozione è stata promossa di pari passo da banche e autorità di regolamentazione. Alle offerte cripto introdotte dalle neobanche hanno fatto subito séguito gli istituti di credito tradizionali che hanno esteso l'offerta al pubblico generalista".
In Italia, invece, si delinea un trend diverso. Data la prudenza delle autorità di regolamentazione in merito agli investimenti privati in cripto-attività, molte banche si concentrano sul cosiddetto proprietary trading o sui servizi destinati ai clienti aziendali professionali.
La Francia si distingue per un interesse spiccato nei confronti degli stablecoin e del loro utilizzo per ottimizzare i processi di regolamento.
Nel 2026 il successo di un istituto bancario dipenderà in larga misura dalla disponibilità dell'autorità di regolamentazione nazionale. "I mercati con un'autorità di vigilanza progressista hanno una scalabilità più rapida", concordano Stephanie Hurry e il Dr. Ulli Spankowski. Alla luce di queste differenze regionali, nel 2026 le banche dovranno fare scelte specifiche, in base al mercato e ai clienti, per l'implementazione delle proprie strategie di asset digitali.
Il 2026 è l'anno in cui passeremo da offerte cripto isolate a una strategia olistica per gli asset digitali. Il Dr. Ulli Spankowski prevede l'avvento di una fase in cui il trading regolamentato di cripto-attività diventerà un prodotto bancario standard: "Nel 2026 la cosa importa non sarà la mera scalabilità, bensì dimostrare l'eccellenza operativa. Gli istituti che integrano l'infrastruttura cripto direttamente nei propri sistemi bancari core e di gestione del rischio avranno buone probabilità di conquistare posizioni di mercato vantaggiose".
I due esperti individuano tre tendenze particolarmente rilevanti per gli istituti finanziari, di cui l'80% riconosce l'importanza crescente degli asset digitali:
L'importanza crescente degli stablecoin: soprattutto per i pagamenti e il regolamento interno delle transazioni, gli stablecoin diventano un'infrastruttura core. Vengono utilizzati dalle banche al fine di ridurre i costi di prefinanziamento (prefunding) e i cicli di regolamento, senza la necessità di stravolgere il prodotto per il cliente finale.
Tokenizzazione: la tokenizzazione di asset del mondo reale (RWA) modernizza l'investment banking. Seturion rappresenta già la risposta del Boerse Stuttgart Group al panorama europeo di regolamento frammentato, che consiste in una piattaforma paneuropea che supera i sistemi nazionali isolati, con il potenziale di ridurre i costi fino al 90%.
Convergenza dei casi di applicazione: i confini tra trading di cripto-attività, stablecoin e tokenizzazione sono sempre più sfumati. Le istituzioni hanno una necessità crescente di soluzioni end-to-end che riuniscano tutte le classi di asset in un'unica infrastruttura regolamentata.
Nonostante la chiarezza normativa di MiCAR, molti istituti finanziari sono chiamati a superare una sfida complessa: creare un'infrastruttura che possa effettivamente supportare questi sviluppi. Agli ostacoli normativi si aggiungono le barriere interne, come illustra Stephanie Hurry: "Dalle conversazioni con le grandi banche europee emerge sempre la stessa dinamica. Spesso non sono solo le difficoltà esterne bensì i processi interni di allineamento a rallentare un progetto".
Guardando alle strutture di molte banche, questo non sorprende. La decisione in merito alla tipologia di adozione di un'offerta cripto, tramite la sede centrale, una società controllata o una neobanca, spesso è motivo di discussioni complesse.
Prima o poi verrà sollevata una domanda centrale: make or buy?, quindi creare da soli l'infrastruttura o affidarsi a partner esterni? Se i primi operatori in Svizzera, per mancanza di alternative, spesso hanno sviluppato soluzioni di custodia proprietarie, la direzione in cui si muove il mercato nel 2026 è chiara: le partnership. Il motivo risiede negli standard normativi molto elevati, imposti dal regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) e dalle linee guida EBA sul rischio di fornitori terzi di ICT.
Le infrastrutture cosiddette production-ready (pronte per la produzione) diventano sempre più importanti per le banche. Il Dr. Ulli Spankowski è convinto che sia finita la fase delle offerte cripto isolate e commenta: "Quello che osservo è che gli istituti finanziari sempre più spesso favoriscono i partner che non complicano le loro operazioni. I fornitori che pretendono dalle banche la gestione di processi paralleli vengono immediatamente scartati nel processo di selezione".
È qui che entra in gioco Boerse Stuttgart Digital. La nostra soluzione one-stop shop offre a banche, broker, gestori patrimoniali e a tutti gli operatori istituzionali una soluzione olistica e al contempo modulare che integra trading, custodia e brokeraggio. Ciò significa che, se una banca lo desidera, potrà mantenere la gestione delle relazioni con i clienti, affidando la gestione della complessità tecnica e normativa in background a un partner specializzato.
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ETFbook. "Crypto ETPs Dashboard". Disponibile online al sito https://www.etfbook.com/dashboards/crypto-etp-eu, ultimo accesso: 26/01/2026.
Euronews. "Crypto ownership is on the rise in Europe: Who’s investing the most?". Disponibile online al sito https://www.euronews.com/business/2025/12/27/crypto-ownership-is-on-the-rise-in-europe-whos-investing-the-most, ultimo accesso: 26/01/2026.
FinTech Magazine (BizClik). "Bitpanda: European Crypto Adoption Outpacing Bank Readiness". Disponibile online al sito https://fintechmagazine.com/articles/bitpanda-european-crypto-adoption-outpacing-bank-readiness, ultimo accesso: 26/01/2026.
Wyden offre ai principali istituti finanziari l’accesso all’infrastruttura di trading totalmente regolamentata per cripto-attività di Boerse Stuttgart Digital.